RESPONSABILE NAZIONALE:
Tiziana Nava
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SCOPI
Negli ultimi anni le patologie reumatiche, che colpendo oltre il 10% della popolazione sono classificate tra le affezioni di rilevanza sociale, sono state affrontate soprattutto attraverso l'uso di farmaci, per cui l'intervento riabilitativo non ha avuto modo di svilupparsi né in modo organico né in modo uniforme nel contesto del mondo sanitario del Paese.
Questa condizione, indotta da scarsità di domanda di interventi riabilitativi, ha sostanzialmente portato i Fisioterapisti ad un livello di conoscenza della materia, sia in termini di conoscenza disciplinare, sia in termini di pratica applicazione, assai scarsa.
I corsi di Diploma universitario di Fisioterapia se pure nei programmi, prevedano lezioni specifiche sulle patologie reumatiche da parte dei Reumatologi, solo occasionalmente vedono i Fisioterapisti specializzati in materia impegnati nella valutazione funzionale di queste patologie e, quindi, nell'approccio riabilitativo conseguente.
I Reumatologi, inoltre, conseguità la specialità non provvedono ad acquisire un'informazione adeguata riguardo alla riabilitazione reurnatologica. Da questo stato di cose, consegue che, sostanzialmente non vengano prescritti specifici interventi di tipo riabilitativo per queste patologie.
CIO' CHE AVVIENE ALL'ESTERO
All'estero, in occasione dei convegni di Reumatologia viene sempre svolta una sessione di lavori riservata alla Riabilitazione, in quanto quest'ultima affianca la prima sia per quanto afferisce la ricerca che per quanto riguarda la cura del paziente.
CIO' CHE AVVIENE IN ITALIA
In Italia questa condizione sinergica tra Reumatologia e Riabilitazione, per i motivi appena esposti, di fatto, non si verifica. Per cui le scuole non prevedono in modo continuativo ed organico la presenza di entrambe le figure professionali, Medico e Fisioterapista.
NEGLI OSPEDALI
Nei reparti di Fisioterapia degli ospedali alle patologie reumatiche vengono riservati pochi interventi. E questo soprattutto, a causa del fatto che le inadeguate terapie cui, per solito, il paziente è sottoposto, ,viene rilevata una soglia di recupero sostanzialmente trascurabile. Questa condizione ha fatto sì che soltanto alcune Unità operative si sono impegnate a promuovere e sviluppare interventi di riabilitazione metodicamente adeguata alle condizioni di pazienti che, nello specifico, proprio per le caratteristiche della patologia che li affligge, costituiscono un elevato costo sociale.
PERCHE' IL GIS?
La presa d'atto di questa situazione così inadeguata e disarmonica nel campo della Reumatologia e dei suoi esiti ha costituito la molla che ha portato, nel Marzo dello scorso anno, un gruppo di Fisioterapiste ha costituire il GIS.
Al riguardo, in attesa di aggregare altri "consensi", nelle persone di Simona Vassena, Alberto Agostani, Emanuele Passoni e Adele dell'Era, emersi dopo l'incontro dei GIS del 1 Aprile 2000, tenuto al S. Orsola di Bologna, hanno fatto, per così dire, da apripista: Cristina Borri, Vittoria Trepiccione, Annalisa Astori e Tiziana Nava.
GLI OBIETTIVI DEL GIS
Gli obiettivi immediati del GIS, che innanzitutto presuppone un'analisi dettagliata delle patologie reumatiche allo scopo di elaborare e redigere i protocolli riabilitativi, sono quelli di stabilire continuità di rapporti con le associazioni malati reumatici e con tutti i settori della Medicina cui queste patologie, direttamente ed indirettamente, afferiscono.
A questi fini è utile prendere atto delle ragioni per le quali questo importante settore riabilitativo è stato sempre poco riconosciuto.
Queste ragioni sono compendiate:
- nella difficoltà di valutare patologie assai complesse; per cui l'unità funzionale direttamente interessata non può che costituire solo l'inizio per elaborare un progetto riabilitativo;
- nelle problematiche aggiuntive che spesso insorgono diventando patologie secondarie rispetto al danno primario;
- nelle variabili patologiche che fanno parte delle caratteristiche sistemiche, irreversibili, degenerative di queste patologie, per cui necessitano di continue valutazioni, mirate, in stretta collaborazione con altri settori operativi, sia medici che riabilitativi;
- nel considerare, oltre alle patologie stesse, il valore della prevenzione primaria (ad esempio, l'intervento sulle donne in Menopausa a rischio di Osteoporosi) e secondaria (gli interventi che si effettuano per evitare i danni di patologie congenite, quale, ad esempio, i Dismorfismi)
- nell'importanza dell'interdisciplinarietà, sia a livello medico (Chirurgo, Reumatologo, Psicologo, Dermatologo, ecc.) che a livello delle diverse professionalità fisioterapiche (della mano, occupazionale, dell'acqua, posturale, neuroconnettivale, del linfodrenaggio, ecc.)
- nell'impegno politico per poter promuovere strutture riabilitative adeguate alle patologie stesse.
In base a quanto appena esposto il GIS si è mosso in diverse direzioni:
- Presso i Corsi di Diploma Universitario di Fisioterapia. A Varese in data 6 Dicembre 2000 nel corso di una specifica riunione si è affrontato, appunto, il tema dell'intervento riabilitativo nelle patologie reumatiche. E' già stato programmato di promuovere analoghe iniziative presso altre sedi universitarie tra cui Trento.
Inoltre, sempre con la sede universitaria di Varese sono stati presi accordi per più organiche occasioni di incontro nel corso del 2001.
- Presso la Società Italiana di Reumatologia, con il risultato di "ottenere" lo svolgimento di una sessione espressamente riservata alla Fisioterapia nel contesto del Convegno Nazionale del SIR in data 15-18 Novembre 2000. Sessione che ha trattato la riabilitazione nelle patologie spondilitiche e nell'Artrite reumatoide.
- Presso il C.R.O. (Collegio dei Reumatologi Ospedalieri) e la S.l.M.F.E.R. (Società Italiana di Medicina Fisica e Riabilitazione) attraverso la promozione di un corso teorico-pratico sulla riabilitazione dell'Artrite reumatoide e la presentazione di cinque diversi approcci riabilitativi a questa patologia.
- Presso le associazioni dei malati reumatici, quali: l'ALOMAR, Associazione Lombarda Malati Reumatici Regione Lombardia; la LIMAR, Lega Italiana Malattie Reumatiche; l'ANMAR, Associazione Nazionale Malati Reumatici
Ha, inoltre organizzato:
- Corsi di riabilitazione per i malati e corsi informativi per malati e medici presso l'lstituto Ortopedico Pini;
- Un convegno sul1'Artrite reumatoide, per malati e medici, tenutosi presso l'lstituto CTO di Milano nel Maggio 2000. In quell'occasione è pure stato dove è stato presentato il GIS.
- Al Convegno, organizzato, presso l'ospedale Sacco di Milano dall'Associazione A.l.C.A., Associazione Italiana Contro l'Artrite, una Fisioterapista del GIS ha pure svolto un'importante relazione sul danno secondario.
Infine, con le Associazioni dei malati reumatici sono state concordate e redatte linee-guida comuni, mentre presso l'AMRI, Associazione per le Malattie Reumatiche Infantili di Pavia, in data 25 Novembre 2000, si è tenuto un incontro atto a prendere accordi per un piano operativo comune.
Poiché le patologie reumatiche sono molteplici ed interessano diversi distretti corporei, necessitano di approcci riabilitativi differenziati a seconda della struttura interessata, ad es. ossea (osteoporosi, ecc.), articolare (artrite reumatoide, ecc.), connettivale (sclerodermia, ecc.), muscolare (fibromialgia, ecc.), sono stati coinvolti o interpellati colleghi specializzati nell'applicazione di tecniche mirate alle specifiche patologie.
I colleghi che si sono resi disponibili per questa collaborazione sono:
Ruggero Strobbe, Mirko Branchini, Arrigo Broglio e Tiziana Nava, per la rieducazione dell'articolazione temporo-mandibolare nell'Artrite reumatoide, per la manipolazione neuroconnettivale, per la Sclerodermia ed il Lupus eritematoso sistemico, per la riabilitazione in acqua nell'Artrite reumatoide, per la rieducazione alla postura di queste patologie
Per quanto riguarda la Chirurgia protesica nelle patologie reumatiche, in particolare per l'Artrite reumatoide, sono stati presi accordi con il Prof. Vigand dell'lstituto Ortopedico Gaetano Pini di Milano, unico centro sul territorio nazionale in grado di affrontare questo tipo di Chirurgia, per realizzare un link delsuo sito sul sito
A.I.FI. GIS REUMATOLOGIA.
Il collega Celso Cassanelli di Bologna, che collabora da anni con l'associazione dei malati spondilitici ha creato un settore specifico per la riabilitazione delle Spondiliti..
Inoltre, per quanto riguarda la Chirurgia di queste patologie sono stati presi accordi con il Prof. Roussouly di Lione, Chirurgo ortopedico del Rachide e delle patologie spondilitiche per un interscambio informativo, anche via Internet, sia per i malati che per i colleghi e per ottenere l'accesso al suo link.
Questo è parte del lavoro più significativo svolto dal GIS Reumatologia in appena nove mesi di vita.
L'obiettivo ultimo, che è poi la norma comportamentale cui intendono attenersi gli associati a questo GIS è rappresentato dal fatto che la specificità d'intervento, rispetto alle patologie da affrontare, non può essere parametrata soltanto allo stato della malattia, bensì alla valutazione globale della persona su cui si è chiamati ad operare.
TESTI CONSIGLIATI
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