AIFI - Associazione Italiana Fisioterapisti

Rivista Fisioterapisti

Fisioterapisti n° 38 Gennaio-Febbraio-Marzo 2010

Direttore Responsabile: Antonio Bortone


EDITORIALE

A spasso nel tempo

(Antonio Bortone)


La dizione "in scienza e coscienza" sanciva il modo di operare del medico, quasi in forma esclusiva, nei confronti del suo paziente, con un rapporto di tipo sacrale che comportava praticamente solo diritti da parte del medico e solo doveri da parte del paziente.
Quest'ultimo, a causa della scarsa informazione e delle poche alternative e nella convinzione della fatalità, nulla poteva contro le molte certezze ed i pochi dubbi del suo medico. L'evoluzione del concetto di bene umano e di salute, l'enorme sviluppo tecnologico e la diffusione delle informazioni sanitarie anche in termini di incertezze e di probabilità, di rapporto rischi/benefici, hanno portato da una parte all'aumento dei diritti dei cittadini in termini di autodeterminazione e consapevolezza ed all'aumento dei doveri dei medici, e non solo, con una possibile crescita esponenziale dei dubbi sulla scelta migliore (deresponsabilizzazione, rigidità di interpretazione normativa).
Il mondo cambia, le persone modificano le proprie abitudini, si adattano al tempo, al nuovo contesto, alle correnti situazioni.
A chi gioverebbe un ritorno al passato? Chi sarebbe in grado, oggi, di far fronte all'incombente complessità, clinica ed ambientale, da solo?
Il sistema oggi chiede efficienza, efficacia, equità, etica , economia, empowerment, ecc... La tutela della salute è una preoccupazione di ciascun individuo, rappresenta un valore primario della collettività nonché una delle attività principali dello stato sociale. Tutto ciò si realizza in uno spazio di relazione tra istituzioni, società ed individuo.
L'organizzazione del "Sistema Salute", dunque, non può rimanere agganciata a logiche e a modelli obsoleti, di tipo ottocentesco, dove uno comanda, pronuncia, sentenzia e gli altri eseguono. Il concetto del servizio alla persona ha frantumato questa catena, questa piramide, avviando un rapporto negoziale con il paziente/cliente.
L'alleanza terapeutica, il contratto di cura, si fondano su elementi di condivisione ed un costante ascolto nel dialogo.
Siamo irreversibilmente traghettati dal generalismo allo specialismo; dalla medicina individuale alla medicina organizzata; dalla malattia della persona alla persona assistita nel suo ambiente; dall'operatore factotum al case manager del team di riferimento.
Quasi sempre le prestazioni sanitarie rappresentano "prodotti" complessi, composti da più prestazioni parziali, erogate da più professionisti e da più reparti, molto spesso indipendenti uno dall'altro, i cui comportamenti influenzano il "prodotto finale".
A questa complessità è indispensabile rispondere con appropriatezza. Cioè con la capacità di assicurare, utilizzando le risorse disponibili in modo efficiente, servizi e prestazioni efficaci, ovvero capaci di rispondere alla domanda di salute espressa ed inespressa individuale, familiare e sociale.
Il nuovo professionista della salute, non solo quindi esegue delle operazioni, ma rileva i bisogni di salute dei singoli individui, progetta e sceglie gli interventi correttivi, assume decisioni tempestive nei campi di propria competenza e riveste in questi piena responsabilità.
La nuova generazione di colleghi si trova davanti un panorama profondamente cambiato rispetto al passato e non può che essere consapevole delle proprie certezze e delle proprie responsabilità.
Alcuni magari rimpiangeranno i tempi dell'ausiliarità ed altri co-attori del processo magari vorrebbero fortemente una restaurazione; in un mondo dove tutto corre, dove l'istante contiene il tutto, dove la vita "dell'adesso" rappresenta il valore dell'essere, assumersi la responsabilità di una scelta così delicata, com'è il percorso di cura di un malato, genera "distrazione" o addirittura fastidio, nel vertiginoso scorrere delle cose a velocità supersonica.
Ai giovani, alle nuove generazioni di colleghi, ancora una volta rivolgo la mia attenzione, affinché non siano anche loro vittime della sindrome che provoca una "fuga dalla realtà"; un distacco malato dal tumulto del faticoso processo di sviluppo; un oblio preventivo che genera disincanto ed indifferenza nonché scarsa propensione a farsi coinvolgere dalle passioni sociali, dalle battaglie culturali, dagli orizzonti nuovi e dagli sviluppi arditi.
L'Aifi ha bisogno della vostra forza, della vostra linfa, delle vostre visioni, delle vostre passioni. Affrontate la sfida del vostro tempo, caratterizzate i passi, gl'istanti, gli ambienti dove operate con i vostri colori culturali ed i sogni di rivoluzione. Non fermate questo processo di evoluzione! Partecipate, conquistate spazio associativo, interrogate, proponete, rompete i silenzi e colmate le assenze. Rivitalizzate e risvegliate ciò che vi sembra in latenza.
L'Aifi ha posto per tutti e dove sembra non esserci, lo si costruirà. Gli attacchi alla professione, la depressione dei valori, la onfusione interpretativa che si vuole creare nel quadro normativo, lascia chiaro un disegno pur se ancora sullo sfondo: le professioni sanitarie sono inequivocabilmente cresciute e la nostra insieme ad esse; la crescita genera personalità e consapevolezza, quindi determinazione e, tutto questo, può risultare scomodo al tradizionale esercizio di potere. Dal potere delle ideologie siamo caduti nell'ideologia del potere.
L'Aifi combatterà con fermezza e fino in fondo qualsiasi azione tesa a riportare indietro l'orologio. L'Aifi, rinvigorita dalla nuova età, scriverà altre pagine di sviluppo professionale e di riforma culturale.

Antonio Bortone
Presidente Aifi



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