AIFI - Associazione Italiana Fisioterapisti

Rivista Fisioterapisti

fisioterapisti: Fisioterapisti n° 44 Luglio/Agosto/Settembre 2011

Direttore Responsabile: Antonio Bortone


EDITORIALE

PROVIAMOCI CONVINTI! RIMETTIAMO IN MOVIMENTO LE IDEE!

(Antonio Bortone)


È molto facile consuntivare un evento e giudicare ciò che di buono è stato fatto rispetto a ciò che è venuto meno.
Molto più difficile è prevedere ciò che può accadere nel breve termine e prenderne per tempo le contro misure. Quando questo editoriale uscirà, saremo tutti insieme a Pacengo, in assise congressuale e l'AIFI avrà iniziato un suo nuovo evento di riflessione, analisi e proponimento per il futuro.
Cari colleghi, come ogni appuntamento congressuale, l'alone che circonda i delegati assume tratti noti ed altri imprevedibili.
Certo, alcuni congressi, in passato, hanno avuto forti sfumature simili alla vecchia Bulgaria, in un verso o nell'altro, ma senza dubbio, ogni momento ha inevitabilmente caratterizzato il futuro e la crescita della nostra Associazione ed insieme della professione. Basterebbe questa considerazione per definire a giusta ragione, storico l'evento di Pacengo, a prescindere dai risultati che realmente verranno. Questa volta però la combinazione ha una sequenza molto particolare e dà un "sapore" speciale all'incontro: 8-9-10-11, rappresentano da se un inconfondibile segnale di progresso, di avanzamento, di orientamento in avanti. Come se fosse una data predestinata, un appuntamento inconsapevole che la storia ha programmato. L'AIFI nasce (1959) da un idea, avanza con coraggio politico, si sviluppa con forte determinazione e lucidità politica, assume carisma e leadership nel panorama della politica professionale ed evita, malgrado ruvide ed aspre dinamiche intestine, scissioni e separazioni, annotando, nella peggiore dei casi, "solo" alcune autorevoli fuoriuscite dal sapore di diaspora. Con forza impavida e correttezza istituzionale acquista credito politico e capacità propositiva; tutto questo con poche risorse economiche e facendo spesso perno solo su pochi, pochissimi volontari.
Siamo una generazione di fenomeni! Chi grida all'AIFI, accusandola di non aver fatto niente, sa di mentire o non ha ben chiara la successione degli eventi e dei cambiamenti.
In poco più di cinquant'anni di storia associativa, siamo riusciti a far assumere una dimensione stabile nel panorama politico categoriale, evitando incongruenze ed incoerenze; siamo riusciti a raggiungere una dimensione internazionale, al fianco di Paesi come l'Olanda (che ha ospitato il recente congresso mondiale della WCPT), che hanno 150 anni di storia ed un diverso panorama legislativo. L'appuntamento di Amsterdam ha dimostrato un alto profilo di accoglienza, meticolosa attenzione ai bisogni dei delegati e strutture congressuali molto attrezzate.
È vero, accusiamo ancora forti ritardi rispetto agli altri colleghi europei e non solo. Tuttavia, essere con loro, cooperare per la scrittura dello sviluppo della cultura fisioterapica a livello mondiale è stata un'esperienza indimenticabile. È come stare su un grattacielo ed osservare i problemi locali dall'ottantesimo piano: a volte si fatica a capirne addirittura le reali motivazioni e soprattutto a chi e per cosa potrebbero giovare, gli stessi problemi. Poi i giovani! Tanti giovani, vivaci, assetati ed affamati di confronti, di sapere, di ricerca; senza mai distogliere lo sguardo verso il nostro futuro. È un ciclo dinamico che contagia, incoraggia, alimenta. Cosa resterà di questo congresso mondiale, cosa resterà di questa fantastica stagione congressuale, dove molti colleghi hanno avuto la straordinaria possibilità di vivere, nello stesso anno, il congresso della propria Regione, il congresso mondiale ed ora quello nazionale. Altra combinazione magica, storica, formidabile!
È stato il congresso, quello mondiale, che ha visto la più nutrita ed attiva partecipazione di colleghi italiani mai registrata prima. Un congresso inaugurato dalla Regina d'Olanda e seguito da tutti i principali network nazionali. Una grande partecipazione di paesi e delegati (oltre 5 mila). Un'efficace alchimia di contenuti scientifici ed analisi politica.
Il nostro ultimo congresso nazionale (Naxos) ha avuto una diversa atmosfera rispetto a quelli appena descritti: dove i contenuti hanno spesso ceduto il passo a momenti di vibrante polemica e sterile dibattito. Non è utile piangere sul latte versato ma è indispensabile imparare dagli errori commessi.
La previsione che azzardo è che non si ripeterà più un congresso così povero di proposte e che, invece, Pacengo offrirà un nuovo slancio alla vita associativa ed al completamento del quadro normativo di riferimento. Abbiamo un appuntamento con la storia, con le diverse generazioni di colleghi che si confrontano, si conoscono e che erediteranno il nostro lascito associativo. Abbiamo un dovere morale di non fermare il corso dello sviluppo e della crescita. Chi dovesse intervenire sicuro di assistere ancora una volta al teatrino del "battibecco", spero rimanga totalmente deluso e sorpreso dai fatti.
Auspico a tutti i convenuti di caratterizzare questo nuovo e sempre nostro congresso con tutto lo spirito positivo e propositivo che abbiamo; di fermare l'attenzione sui fatti di cruciale ed ineludibile scelta strategica nell'interesse della categoria e del 'sistema salute' nazionale; di colorare ogni singolo istante che passeremo insieme di tanto ritrovato entusiasmo e tanta voglia di edificare sul passato per andare sempre più avanti.
Affossato definitivamente il famigerato art 1 septies, le forze e le nostre energie dovranno convogliarsi per un rapido e concreto ottenimento dell'Ordine professionale, approvato in Commissione al Senato ed in "fila" per completare l'iter parlamentare. Ma non di solo ordine sarà fatto il nostro futuro:
revisione del nostro Codice Deontologico, la riforma del ciclo di laurea, l'accreditamento diretto ed altre mete che allargano l'offerta congressuale, non meno importanti delle prime, come il federalismo associativo coniugato ad una migliore sistematizzazione del funzionamento associativo, che rappresenteranno gli elementi basilari da tradurre al futuro della nostra associazione nell'interesse di tutta la professione.
Una nuova simbiosi di praticità e prospettiva.
Benvenuti a Pacengo e buon lavoro!

Antonio Bortone
Presidente AIFI



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