AIFI - Associazione Italiana Fisioterapisti

Scienza Riabilitativa

Rivista scientifica indicizzata su Cinahl

Volume 10 - n. 1

Direttore Responsabile: Paolo Pillastrini


ARTICOLO ORIGINALE

Attivazione elettromiografica nel mantenere la posizione con un arto inferiore sollevato in soggetti sani e affetti da sclerosi multipla

( R. Gatti, A. Tettamanti, M. Corti, S. Govetto, K. Bonzani, S. Boccardi)


INTRODUZIONE

Ogni atto motorio richiede una complessa coordinazione tra vari muscoli, con funzioni diverse. Raggiungere la posizione con un arto sollevato, partendo dalla posizione supina, prevede una flessione dell'anca, ampliata, nella maggior parte dei soggetti sani, da una retroversione del bacino, tanto più ampia tanto maggiore è il carico. Intervengono i flessori dell'anca, ma anche i muscoli estensori del bacino sulla coscia, considerati di solito "fissatori" del bacino contro l'azione dei flessori dell'anca. In particolare, nell'elevazione monolaterale, gli ischiocrurali del lato opposto e gli addominali1. Nell'elevazione contemporanea dei due arti questa funzione ovviamente è riservata ai soli muscoli addominali, in grado di flettere il bacino sul tronco e, se questo movimento non avviene, di assicurare in contrazione isometrica la "fissazione" ai flessori dell'anca.
Il primo autore che a studiato il movimento di sollevamento di un arto inferiore dalla posizione supina è stato Hoover, nel 1908, il quale propose un test in grado di differenziare una paralisi organica da una isterica. In particolare . . .



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